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Ribellione 29 novembre 2016 · lettura 1 min · 1022 letture

Il bambino soldato

Stefano Figoli 46 poesie pubblicate
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Fredde mani accarezzarono il mio tenero viso. Non scesero dolci baci sulle mie guance di bimbo o languide dita di conosciuti sguardi. Ma solo angosce e tenebrosi occhi e lacrime di sangue. In quale cuore di tenebra i miei passi avrebbero sciupato le mie sgualcite scarpe? In quale ombra, le mie ansiose dita avrebbero corteggiato ammaliatrici lusinghe? Non vi erano doni d'amore né confortanti parole ma lupi e offerte di morte. In quali cimiteri, in quali luride brande avrei disperso il mio innocente amore? Non vi è vita nei vostri ludici fucili, in disperate urla di madri, negli occhi, gialli come le vostre virulenti esistenze. Non mi lascerò cullare da gesti, raggrinziti come erbe ardenti di fuochi d'odio. Non voglio essere causa di tombe o ragione di tenebra. Il mio cuore non sarà naufrago dei vostri latrati di morte. Io sono giorno sono vento e acqua, sono sorgente sono tronco e cascata di ghiaccio, sono firmamento in un angolo di cielo. Io sono vita.
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L'autore
Stefano Figoli

Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta

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