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Impressioni 1 dicembre 2016 · lettura 2 min · 822 letture

Il galeone della poesia

G
Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Va l'ombra misteriosa fra le onde, in questo divenire uggioso che relega la parola in cantina, solo vociar e grancassa alla solita vetrina. In quali porti fai sosta o caracollante galeone? Tu che porti in auge la parola e il sentimento, orma persa di un retorico consumismo afflitto. Quante parole abusate schiave e violentate da menti aliene al sentimento, parole urlate fra la folla in kermesse oppiacea, parole rubate alla ragione in inverni di valori e straziate dal dolore in quel dirotto pianto di madre. Chi sei tu... che ti prodighi al verso? Cosa cerchi fra ragione e sentimento? E la domanda martella in petto: tu sei il solito grillo parlante senza diritto, perché dolente è sempre quel tuo verso. Parlami di luce e di sole, di caldi abbracci e d'amore, non puntare sempre l'indice! Come una pistola è la tua retorica: lì infili sempre il dito e lo rigiri fino in fondo. Monta su quel galeone e salpa ritorna nel tuo mondo fantastico, qui sei un refuso, un ingombro, un'ingerenza del passato. Qui se non ti pieghi non sei nessuno, vedi non ti modelli? Sei spinoso e ruvido! E poi pretendi ... di dire sempre la verità.
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Nel verso dei poeti, c'è la condanna delle storture del Mondo, ma è voce persa, perché la gente è distratta e lui è sordo.

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Giancarlo Fiaschi
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Commenti (1)

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Sara Acireale2 dicembre 2016

Penso che un Poeta fa parte del suo tempo, della società in cui vive e, quindi, deve elevare il suo canto anche contro le ingiustizie e le brutture del mondo. Chi ha detto che un Poeta non deve interessarsi di ciò che avviene intorno a lui? Anche Dante lo faceva e scriveva della società in cui viveva, di ciò che succedeva... Anche se la gente è distratta, qualcuno che si soffermerà a leggere e riflettere ci sarà.