Parole
Gesuino Curreli
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E’ inutile che cerchi altre parole
per dire cose semplici e scontate,
non servono sermoni alle serate
passate in compagnia di tante fole.
I versi son riverberi d’estate
che si rinnova ad ogni nostalgia
nell’ ora in cui la luce è andata via
e le ombre fanno mille serenate.
Si levano negli umidi silenzi
di quest’autunno avaro di colori,
nei vicoli, sui tetti, dai vapori
che avvolgono i ricordi sonnolenti,
imprigionati e poi volati fuori.
Parole come arpeggi delicati,
che intrecciano con altri, in compagnia
di un buio inaspettato, sulla scia
di chi abbia perso i giorni tanto amati.
Parole come timbri vellutati,
ma poche, solo quelle sufficienti
a disegnare i sogni dei momenti
in cui decolla il volo tra i fatati
deliri dei poeti inconcludenti.
Così io non dirò che solamente
parole conosciute nella scuola
perché con esse ruota, sale e vola
il mio pensiero crudo, effervescente.
E’ inutile che cerchi altre parole!
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano4 dicembre 2016
Con questi versi davvero "delicati e vellutati" il validissimo autore presenta una concezione della poesia simile alla mia. Se, spesso, la poesia è l'arte di richiamare i ricordi di giorni tanto amati e ormai perduti, ebbene è inefficace e quasi inutile andare alla ricerca di parole troppo forbite, rare, difficili, siccome quei ricordi affiorano nel modo più semplice possibile, con le parole di allora, quelle "della scuola", alla mente dei poeti fatalmente "inconcludenti" (del resto, è ben difficile che una persona positivamente concludente abbia la voglia di cimentarsi con una poesia...)
