Aria sottile
Stefano Figoli
46 poesie pubblicate
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Tu non sai,
quanto sia piacevole e lieve
salire l'irto sentiero,
e il ritrovarsi
arido e asciutto,
sotto un cielo
di baratri e abissi.
Tu non lo vedi
ma il giungere sommesso,
immerso
in una vertigine d'aria,
sottile
come il tenue respiro,
rinverdisce
il mio gracile pensiero.
Intorno a me
tutto è immobile,
come il mio sguardo,
trasognato
nell'indorato cielo delle montagne.
Più in basso odo l'acqua
ruzzolare
tra pietre, levigate e tonde,
e scrosci di ruscelli,
cespugli e verdi torbiere.
Disinvolto cammino
tra aguzzi sassi e assordanti fischi di marmotte
negli spazi immensi, immutabili
elemosinando ombre
su strade deserte
ed erbosi silenzi.
Vorrei condurti
fra tenui sospiri
e brezze maestose
e voli pindarici
di solitarie aquile.
Vorrei che la tua anima
fosse leggera e sconfinata
tra acuminate cime
e sterminati spazi.
E qui,
accecati tra pallide rocce
e cristalline acque,
perderci tra i venti, in un torpore assonato
per poi ritrovarsi
brancolanti
nelle nostre mendiche dita
ancora, ancora
e ancora.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Figoli
Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta
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