I veri artisti

Qui si parla di un arte antica
dove l'aratro entrava lento
e i buoi ansanti dalla fatica
a testa bassa senza un lamento,
il contadin avea l'anima amica
per lor che erano il suo vanto,
anni belli di natura parchi d'eccedenza
era il regno di profumi e di sostanza.
Certo noi che siamo in quella stanza
siamo testimoni di fatti tramandati
da pagine impresse in quella danza
che da mattina a sera li vedeva piegati,
lor servizievoli in ogni circostanza
per il podere non c'erano feste e inviti,
dal campo alla stalla tutto a posto
sveglia a barluzzo e a letto presto.
Si parla di quel suo vanto
quando la massa di covoni sull'aia
coinvolgeva in tanti al gradito evento,
in quella festa di lavoro vispa e gaia.
-La fatica a lui non gli fa' spavento
e il chicco biondo nel granaio sdraia!
Mentre a tavola in quella sosta rigeneratrice
tutti in festa a spolverar come una motrice.
Anche puntar un poco il nostro indice
su quel tempo di natura avvinto
è l'arte di testimonianza e rispetto di radice,
per noi che siamo eredi di quel momento
è un onore dare ancora a loro voce
in quell'esempio bello che ci han tramandato:
sono stati veri artisti per ogni occasione
mettendo estro, col fiasco, la cesta e il marrone...
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Commenti (1)
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Giuseppe Vullo11 dicembre 2016
anche se foto è contro le regole, in questo caso vedere e leggere gli autori è veramente un piacere. Esprimo elogio ed ammirazione a chi scrive e tramanda la nobile arte dei contadini, che lavorano in silenzio dall'alba al tramonto per produrre il sostentamento per la propria famiglia ed per i fannulloni e parassiti ed i politici che dovrebbero andare a zappare la terra. Complimenti per lo stile e per il tema sociale. Bravi.
