Stati dell'anima
Sono fermo,
stabile sulla postura immobile,
fisso dentro uno sguardo attonito,
a seguire il punto d’un orizzonte analogo,
le forze a impedire il movimento,
l’impercettibile vibrazione che svela,
smaschera l’impegno di esistere.
Rallento battiti e respiro a finire,
per diventare paesaggio,
oggetto vivente d’arredo,
vissuto e spostato
da sconosciuti di una città contigua.
Rimango statico ad ascoltare il vento,
opposto con permanenza alla brezza curiosa,
che fruga anfratti di corpi ripiegati,
rilassati in una vita effimera
soffocata nella calma ombrosa.
Comprimo l’anima fino ad espanderla,
fuori dal confine naturale,
dal corpo che rifiuta il movimento,
che cancella la contrazione.
Il sangue percorre il perimetro della pelle,
a spargere nutrimento
e movimento inconscio,
a turbare quiete e pensieri,
distratto sul prurito ingenuo,
che stuzzica la punta del naso.
Resisto ancora,
e tuttavia forzando,
bruciando energia nella fissità e la sua ricerca,
arrotolo l’anima e torno a casa,
riprendo a seguire il punto,
mobile sullo sfondo del mondo ambiguo.
L’occhio si gira e mi connette
al movimento,
alle sue leggi fisiche,
alla metafisica del fare,
perdo il contatto con l’assenza di un gesto verde,
mi cospargo di color pastello,
per definirmi contro il paesaggio,
immobile eppure mosso.
©
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L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
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