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Riflessioni 13 dicembre 2016 · lettura 1 min · 1420 letture

Nelle disarmonie del vivere

Pagu 229 poesie pubblicate
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Possano le nuvole generar ombre lucenti, comete e stelle riusciranno a toccar la terra, scie luminose a dipanare il nero che assale chi difendersi non può nell'incredula attesa. M'insegnasti la vita, l'evoluzione dell'amore, il potere del bene che abbraccia l'eternità, non spiegasti il dolore, l'indifferenza e l'odio, di tutto questo mi sono sporcato e ferito. Giunga salvifica la pioggia, mio grande Maestro, ad ammorbidire lo strazio nelle disarmonie del vivere, figlio senz'arma che pensava alla bellezza del Sole senza vedere la parte più oscura che il cuore colpiva. Insegnami la sofferenza qual stimolo di penitenza, apri le strade che portano al male dell'anima, conoscendole potrò evitarne l'effetto dannato nel trasformar pensieri in terrene spade di morte. Mostrami ciò che mai vorrò essere, l'ombra cupa di me, e giungano gocce di pioggia trasparenti e pure, che lavino questo corpo provato e piegato reso immobile da radici che legano l'anima al vuoto mortale.
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"Insegnami la sofferenza qual stimolo di penitenza" Pagu Immagine: opera di S. Salgado

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Commenti (13)

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carla composto13 dicembre 2016

ricca di emozionanti immagini ...originale e sentita, imparare a soffrire per aprire le strade della penitenza, per purifucare l'anima evitando che incontri le forze del male ...pioggia purificatrice per un corpo provato e tenuto fermo da radici terrene... veramente apprezzata e sentita questa opera che tocca le corte dell'anima ... elogio e stima

S
Stello13 dicembre 2016

Le invocazioni del poeta già portano con sé la consapevolezza della sofferenza e le profonde emozioni che ci offre ne sono ulteriore dimostrazione. , sono in perfetta sintonia con te, caro poeta, complimenti.

Maria Luisa Bandiera13 dicembre 2016

Un tema certamente difficile da interpretare, questa sofferenza dell'anima in fervente preghiera e nella costante ricerca per estirpare quel male insito nel'essere che ha radici profonde, bella riflessione ...

Luciano Capaldo13 dicembre 2016

Nella sofferenza la purificazione ed il perdono. Emozionante questa lirica. Un lavoro difficile ma ben strutturato e fortemente evocativo. Certo una grande pretesa quella di poter quasi cancellare un peccato originale che ci rende impuri ...sempre però una catarsi pe far del bene... condivido. Complimenti

Anna Di Principe13 dicembre 2016

"Nelle disarmonie del vivere" giunga salvifica la pioggia, quale elemento catartico e rigenerante dell'anima... questo dopo le lacerazioni e le ferite della vita .Il valente Poeta riflette sulle amarezze terrene, che prostrano uno stato d'animo di Ungarettiana memoria. Una lirica dalle note esistenziali -filosofiche, che ci attraversano e lasciano riflettere .Emozioni e sensazioni, che arrivano dritte al cuore ...un'opera di spessore molto apprezzata!

Giuseppe Vullo13 dicembre 2016

Insegnami la sofferenza quale simbolo di penitenza. Certamente sono le parole di un santo. Se tutti gli si comportassero seguendo questo postulato, la terra sarebbe un paradiso. Invece purtroppo la nostra vita, la nostra terra ogni giorno può essere un inferno, senza fine, per chi non ha la fede. Il male oscuro dell'anima che ci spinge ad impugnare la spada del male e restituire, male per male. Complimenti.

Sara Acireale13 dicembre 2016

È un'invocazione accorata al Maestro affinché spieghi il dolore, l'indifferenza e l'odio e il modo come superarli per non esserne schiacciati. Trovo molto significativa questa lirica, leggendo i versi penso e rifletto sul danno che può provocare la cattiveria umana. Verrà la pioggia benefica e laverà tutte le ferite, sarà una purificazione dall'incomprensione e dal dolore, sarà una rigenerazione del corpo e dell'anima.

Giacomo Scimonelli13 dicembre 2016

Una riflessione che coinvolge e non potrebbe essere diversamente. Le sensazioni e le riflessioni dell'autore sono efficaci e non è difficile, grazie alla bravura nell'esposizione e nel verseggiare, immedesimarsi in questo testo profondo. Provare sulla propria pelle e dentro l'anima la vera sofferenza... sofferenza che possa essere da stimolo alla penitenza.

Eolo13 dicembre 2016

Viaggio introspettivo dentro l'anima in un sentire mistagogo che invoca l essere creato dalla mente secondo un canone inverso che sfugge alla presa del cuore. Il mio elogio

zani carlo13 dicembre 2016

Una poesia complessa... che porta impressa la firma indelebile del poeta che si interroga sulla propria forza interiore... nelle debolezze e punti di forza... puntelli piantati sul percorso della vita... Il Maestro... mi lascia perplesso... misticismo... una persona importante?...non capisco... a fondo.

Giovanni Ghione13 dicembre 2016

L'Autore si pone sul versante opposto dell'amore, con una profonda e dettagliata riflessione sul dolore, l'indifferenza e l'odio che ci rendono disarmati e feriti. Sono "le disarmonie del vivere" o se voliamo dirla con Montale: "il male di vivere". Pertanto il Maestro ha il compito di indicare "ciò che mai vorrò essere". E la pioggia metafora del Battesimo ci protegga e ci lavi dalle "disarmonie del vivere". Opera Magistrale!

Rosita Bottigliero15 dicembre 2016

Un viaggio nell'anima che occupa sentimenti nobili dell'autore e ci descrive con grande maestria. Molto sentita e bella.

Merlino20 dicembre 2016

il dolore, che fa parte dell'esistenza umana descritto sapientemente e con grande emozione che invade il lettore