Tango povero
Gesuino Curreli
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Un giradischi e il tango prende il via
in una scia che sa di cose andate,
la danza intreccia la malinconia
in un ensemble di tiepide serate.
El choclo, poi Gardel, la Cumparsita,
l’invito alla ragazza che mi aspetta,
è scusa di tenerla stretta stretta
il ballo in una stanza scolorita.
Il ciuffo lucidato a brillantina,
i pantaloni buoni ed un gilet
prestato dal fratello alla mattina
sapendo che la sera lui non c’é.
Un giradischi e i passi sul pavé
del cortile se l’aria era pesante
nella ressa sudata, e il petto ansante:
avevi detto che aspettavi me.
Tango povero per gli appuntamenti,
fuori tempo e lontano dal casqué,
seduti a cerchio a prendere il caffè
con gli occhi irrequieti e sorridenti
in attesa di avvicinarmi a te.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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e
emiliapoesie3918 dicembre 2016
ricordi di tempo andato e poi ritrovarsi dopo molto tempo in un bar a consumare un caffè i pensieri corrono e ci riportano indietro di anni, sensazioni , emozioni sopite. molto apprezzata...
