336 lettori online · 366.717 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale nicomar.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Sociale
Sociale 17 ottobre 2007 · lettura 1 min · 2527 letture

...la nostra isola felice

N
Nicomar 309 poesie pubblicate
+ Segui
...stridenti voci lasciano il barcone coperti di salsedine e bitume labbra incollate e secche dall’arsura occhi troppo stanchi per guardare giorni infiniti di navigazione rintanati in tetri orifizi portano persone a diventare bestie ultime forze per chiedere pietà il mare non racconta solo storie di gesta leggendarie cacciatori di schiavi che scippano memorie sessi uguali si uniscono in amore sacrilegio! un grido dal pulpito sacrale catene, armi con manici d’avorio stuprano le donne e i bambini strappano anima e virtù urla soffocate in gola il tramonto non racconta solo storie di umani sentimenti la merce è sempre buona si vende a peso nei mercati... fresche notizie di giornata e io cliente di novità in attesa del lugubre pasto chiuso nello scrigno mi illudo di vivere in un isola felice...
♥ 0 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
N
L'autore
Nicomar
Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
P
Patrizia Chini17 ottobre 2007

sbarco di clandestini... se ne possono leggere le atrocità in questi versi di denuncia accorata dell'autore che insieme, però, alza il dito accusatore anche contro chi guarda dal suo scrigno sicuro senza far niente o meglio, per i più, senza poter far niente

A
Antonella Piludu17 ottobre 2007

Giusta riflessione... Versi che fanno riflettere.Argomento attuale e molto triste.

Una poesia molto intensa, cruda nei toni e nelle espressioni ma profondamente incisiva... e che costringe a riflettere colpendo direttamente allo stomaco. Vi ho colto un'efficace denuncia dello stridente contrasto tra il dramma concreto vissuto da questa gente e l'atteggiamento passivo e indiffernte di chi da lontano si limita a guardare. .