Ombre

Fors’è la notte, fors’è la quiete
prendendo forza dal buio supremo
mi pervade le membra un tremore
antico riflesso di mali e passioni
mai sopite, gravi timori
che come piante spinose
m’incatenano al suolo.
Un vagar di pensieri mi coglie,
contemplo la pace del nulla
ascoltando un potente silenzio
che strazia le orecchie.
Ombre, solo ombre si muovono
danzano come ballerine
sul palco della notte
mosse dalla forza dei ricordi
rischiarate dalla fioca luce della memoria.
Eccole, cadono,
si lamentano a terra
mi voglion sedurre
come Sirene d’Ulisse,
con vigore io lotto,
resisto allo strazio,
mi volto, le vedo lontane.
Allora mi desto
ritorno in me stesso
il tremore si attenua
il viso si fa più sereno
in prigioni sicure ritornan
le scure ombre della terribile notte.
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Commenti (1)
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Rosanna Peruzzi4 gennaio 2017
I pensieri come ombre che danzano nella notte buia e silenziosa, silenzio che spaventa che fa emergere ricordi che sembravano morti... invece sono lì nelle tenebre a far tremare le membra, a portare inquitudine e dolore.
