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Introspezione 31 dicembre 2016 · lettura 1 min · 1379 letture

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Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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Scalfiti sulle mani anni amari amati sogni infranti svaniti in chimere troppo ardite languore geme in involucro divenuto ghiaccio sguardo senza speme come fantoccio rincorro ombre senza corpo d'un passato mai vissuto duro é il rimpianto di chi ripercorre sue orme senza semi né raccolto il presente é assente in questo mare senza porto ed io mi cerco in questa stanza senza specchi non trovando che salme e una frequenza mai sincrona col tempo
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (3)

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Francesco Rossi31 dicembre 2016

nello sguardo senza speranza l'eloquenza della poetica si ravviva d'intenso.

Antonio Biancolillo31 dicembre 2016

Momenti di sconforto attraversano l'anima dei versi come le nubi il sole disilludendo ogni certezza... sentendosi dentro una corazza costruita per difesa... ma... che sta stretta... non consente di volare liberi ritrovandosi prigionieri di se stessi, aspettando che il vento del nord riporti il vero... Versi segnati da una prospettiva che sa scandire una dimensione interiore nella sua verità imminente... Molto apprezzata...

A
Antonio Terracciano31 dicembre 2016

La poetessa mette baudelairianamente a nudo il suo cuore, e per questo motivo la sua condizione esistenziale potrebbe sembrare eccezionale ad un eventuale lettore distratto. Ma così non è, perché la maggior parte delle poesie nascono da questi stati d'animo, anche se la maggioranza di chi scrive preferisce forse, come me, ricoprire quel cuore con un panno qualsiasi. I sogni infranti perché magari troppo arditi, le fredde ombre di un passato senza semine, l'impressione di vivere in un tempo che esiste solo per noi sono sensazioni comuni a tante donne e a tanti uomini sensibili, e sono uno dei concimi ideali per la nascita di una sincera, bella ed empatica poesia.