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Riflessioni 1 gennaio 2017 · lettura 1 min · 967 letture

Sana'a

Stefano Figoli 46 poesie pubblicate
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Ho chiesto tregua alla morte sulla tua angosciata bocca nell'ultimo spasmo sopra fiumi di sangue. Ho chiesto tregua alla morte su rintocchi di perforate campane aggredite da dispotiche urla di dispersi manipoli. Ho chiesto tregua alla morte nell'esausto canto del muezzin, incatenato da spiriti assassini nella magia stanca di un alba infuocata. Danzo, senza tregua su rovine di intimi muri. Danzo, come esile ombra su evanescenti case e mi perdo in un sogno di rifioriti universi. Le mie strade, polvere di sandali di bastioni su dolcissimi tramonti, di volti immersi nel buio, di preghiere, come straziate litanie su dune infuocate di lacrime. Languidi occhi di velate madri mi portano su lontani mari e qui, come bambino nella magia di un gioco, mi perdo in un domani di palpiti di vita.
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Sana'a è la capitale dello Yemen che è al centro di un conflitto che in poco tempo ha procurato più di 10000 morti ma è stato dimenticato dai media più interessati al conflitto siriano

L'autore
Stefano Figoli

Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta

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