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Introspezione 3 gennaio 2017 · lettura 1 min · 3778 letture

Il mio lago

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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Nascosto nella parte piú remota del cervello vive un lago di silenzio acque scure giacciono senza vento in esso s’inabissano inesplorati dolori rarefatti dal tempo tormenti diluiti dall’affastellarsi di impegni sedimenti che una ragione scellerata riesuma febbrilmente crogiolandosi nei loro riflessi giorni affogati senza senso cristallizzata entro spoglie svilite uccido il tempo
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano3 gennaio 2017

La poetessa ci fornisce un'efficace immagine psicologica: quella di un nostro interiore lago del silenzio (apparente), in cui confluiscono le nostre pene, i nostri fallimenti, che lì si sedimentano. Gli impegni quotidiani ci aiutano, finché durano, a dimenticare quella brutta immagine, a illuderci che non esista, ma poi, allorquando essi cessano, ecco che la nostra ragione si concentra di nuovo su quella zona oscura della psiche, ecco che, per uccidere in un modo un tantino masochistico il tempo, va dolorosamente a ripescare tutte le occasioni perdute, tutte le azioni sbagliate o incompiute che riposano per sempre in quel tenebroso lago psichico.