Il pachiderma

Silenzioso il pachiderma
solo soletto abbandonato,
ora che la sbornia è passata
lui ripiomba nella noia.
Si... ogni tanto le coppiette
di strafogo nei paraggi,
in quel mordi e fuggi galeotto
gli fan salir le febbril voglie.
Poi ripiomba nel grigiore
ignudo, ammezzato e senza scopo,
mentre ora il gelo intorno
tutto l'ha ghiacciato.
Ancora ha l'eco fra le orecchie
di quell'improvviso assedio,
poi s'è trovato invaso tutto
e lui già ci cominciava a credere
di non essere più solo,
e di aver trovato un buon padrone.
Certo un po' rumorosi
per le sue incalcinate orecchie,
non c'era più quell'aria tetra
tanta gioventù a fargli compagnia:
un po' strani di primo impatto,
e quel su di giri gli aveva messo
tanta adrenalina addosso.
Poi piano piano la fiumana
chiassosa, irriverente e invasiva
l'ha lasciato ratta ratta,
li ignudo, triste e solo
con qualche scarabocchio
impiastricciato sul suo muro.
Ora è lì taciturno e sgomento
in attesa del treno per alzar lo sguardo,
un fischio di saluto
sguardo triste, piange e spera,
in qualcuno che si accorga
che lui è ignudo e gli faccia
un cappottino nuovo,
e quella carezza amica
per uscir dalla malinconia.
©
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