Nei notturni silenzi
Stefano Figoli
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Sono solo
nel buio della notte.
Impotente,
come ancora negli abissi,
ricerco rifugio
in fragili parole.
Parole
come echi di tempeste,
in ambigui silenzi.
Se io capissi
l'infinito dei tuoi occhi,
mischiato
a lacrime amare
versate
sui cigli
di dolorosi e violenti abissi.
Se io capissi
la tenerezza di un istante
smarrita
nell'indifferenza
di una ottusa convinzione.
Se io capissi
quanto è opprimente
e soffocante
il calpestare
i delicati stati d'animo
del tuo essere,
allora ritornerei
ad attraversare
la notte
su dolci brezze
di fulgidi tramonti
fino a raggiungerti, tenace
in un ineluttabile
brivido di vita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Figoli
Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta
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