Fioccolata

L'uomo si agita, strepita ma cerca sempre una solitudine da coniugare.
A volte quel che pensa non significa nulla ma è l'arte che sbianca il passo.
I fioccoloni tentennano ma poi cadono leggeri, leggeri...
Ed io traduco libri e guardando fuori dalla finestra osservo la mia neve;
una vera traduttrice dell'imbarazzo umano,
un posto chiaro di luce in un delirio che non ha lenzuola,
una danza di bambini che stropicciano di versi- vestiti umidi a mezz'aria,
una novità, sempre una pura novità perché la bellezza, il bel vedere
è un accaduto di chi ha sempre subito l'accaduto.
"Chiudo il libro e faccio festa di un giorno che è festa degli uomini"
Mi porto fuori, stendo i novelli sulle dita e fra i denti
e mi riempio di tanta, tanta nobiltà d'animo.
Per me, non c'è tanto di mistico al calar della neve...
Ma ci sono i nostri gesti, che afferrano il bambino in noi
e lo inseguono al di là di ogni voce fioccolata.
Perdi il controllo e prendi contro al prezzo di ogni sale...
Domani il gioco si farà,
ma conterà.
E tutto, tornerà come prima.
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Commenti (1)
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Angelo 200010 gennaio 2017
Molto singolare, tanto cerebrale nei contenuti quanto nella struttura, ma non è un male, anzi, il connubio la rende esattamente quel che vuole essere. Ed è efficace ad una lettura disattenta, che si imprima comunque nella mente, sia, ovviamente, aperta a sbocchi maggiori.