Il sacro bosco
Quando la goccia rugiadosa
che cade,
balzata dall'ondulazione vibrata di una felce,
scivola sul raggio
di sole che squarcia,
l'umido bosco
basso custode di funghi arcigni,
di segreti sublimi tra more e lamponi,
quando il silenzio s'interrompe
al nostro respiro,
e il movimento nella sua falsa fissità,
sorride tradito da insetti meticolosi
intenti a seguire sentieri,
scontati o battuti,
quando la varietà delle essenze svela
d'un movimento incasuale e sorpreso,
i volti nascosti,
per la natura sublime delle diversità e degli aromi,
quando i colori trafiggono l'anima,
e si fissano,
sul cuore nostro spaesato e gentile,
adagiati nei ricordi più cari e croccanti,
quando lo sguardo rimane rapito
nello stupore incapace d'apprendere,
la bellezza che ci circonda,
e che d'abbraccio ci porta alle soglie,
a porte di mondi non immaginati,
comprendiamo l'inesprimibile
colto d'un tratto,
fugace intuizione a svanire,
come miraggio d'estate
al baluginar d'un sole torvo,
e silenziosi
camminiamo nel sacro bosco della vita.
©
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L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
Commenti (1)
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Marisol5813 gennaio 2017
Addentrarsi nella vita cogliendone il lato spirituale è come un miraggio che si fissa per un istante e poi scompare, troppo presi dalla materia, così difficile staccarsi dalle abitudini come se tutto dovesse durare per sempre. Una poesia molto bella che fa riflettere.
