...Etiopia amata terra mia

maschere che un tempo sorridevano
voci antiche rese senza tono dal dolore
bagnata dal fiume sacro
che vita sparge intorno
nel tempo si perde la tua storia
crocevia di cittadini del mondo
su tutti i popoli faro di saggezza
improvvisa coltre nera
ha spento i tuoi sogni
tutte le conquiste ricordi trapassati
mistiche religioni impure
unte di materiali inganni
hanno consumato il regno
perso in putrida fanghiglia
virus e batteri
adesso è loro il campo
demoni s’avvinghiano
su carne da macello
innocenze al sole arse
a chi ora il comando?
dei poveri è la guerra
insignificanti come ombre
nel deserto erranti
don chisciotte avanzano
con camici a brandelli
bisturi e confetti solo come armi
rimbalzano in muri di gomma
spiaccicate mosche bianche
speranze cancellate
aliti rimasti ai margini
relitti in rada cullati dalle onde
fratture nelle chiglie
acqua distillata in taniche di bronzo
mercenari, no profit, madonne
ingrassa la serpe nel tuo grembo...
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Commenti (3)
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Francesca Coppola20 ottobre 2007
un ritratto molto crudo, immagini turbolenti dal ritmo frenetico, quasi una denuncia, una ribellione... molto piaciuta!
Carolina Villani Bidibambina20 ottobre 2007
E' un susseguirsi incalzante di emozioni crude e immagini permeate di nostalgia: dolore, delusione, rabbia e denuncia per la contaminazione e la distruzione di ciò che era puro e prezioso, valori e speranze alla deriva, ma pur tenacemente custoditi nell'animo di chi continua ad amare profondamente la propria terra. Bellissima poesia!
Rasimaco20 ottobre 2007
versi bellissimi che come un urlo sgorgano denunciando miseria, fame, sete e malattie nella più totale indifferenza

