Rigopiano
E' morta la certezza
la certezza è svanita:
in un plumbeo mattino
è rovinata a valle.
Umana onnipotenza
che schiaccia e uccide,
non il candido manto
ora nel purpureo lutto
ha travolto l'ingannevole
lussuosità. Un mostro,
un mostro la fenice
che rinasce sopra i detriti
abbandonati, segno tangibile
dell'usurpato territorio.
Asciugati le tardive lacrime,
uomo, e prega
per la tua stoltezza
la tua arroganza
la tua miseria
e, se esiste,
chiedi perdono a Dio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Donato Leo26 gennaio 2017
Versi molto riflessivi. Abbiamo avuto la sensazione che questi poveri umani sarebbero stati tratti in salvo. Il destino per loro è stato avverso. Ma in tutta questa sciagura, c'è la mano dell'uomo che l'ha foraggiata, seppur indirettamente. Un pensiero commosso va a tutti i famigliari che hanno perso i loro cari.
