Il Graal
Il calore del legno raccoglie,
a coppa il rosso della vita,
il sapore del pane unisce,
mani affamate,
di consolazione e speranza,
di semplice amore,
terribile,
potente,
umile amore,
che strappa e lacera,
una morbida normalità,
il quotidiano ritorto,
e ti uccide.
Ma gioca sull’ultimo,
disperato respiro e ti salva,
riporta a vite diverse,
più dense,
corpose d’istanti,
che sciolgono l’anima libera,
lungo sentieri di gioia.
E ricominci a mordere il mondo,
a camminare passi curiosi,
a stringere mani aperte,
che parlano al cuore.
Lontano dal buio,
dalla notte nera che angoscia,
dalla luce bianca che abbaglia,
dal giorno che inganna,
sicuro del gusto,
dei profumi speziati d'un vino d'oriente,
e del fuoco,
costante e mutevole,
che brucia incubi e paure,
asciuga lacrime e ti affonda,
nel calore che abbraccia,
nel sapore nero d'un cioccolato.
Non cerco più la linea,
ma la fatica spesa e l'aroma,
di un cammino a raggiungerla,
per me,
per il mio sguardo nei tuoi,
profondi di verde,
e lancio una mano,
due dadi ed un sette.
©
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L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
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