Citerea nero- sogno
Lanterne arancio
lanciano invettive rossastre
sugli orli della via
nell'aria fredda che porta labili bisbigli;
il fiatone rimbomba nelle orecchie:
non fermarti, corri ragazzo,
Citerea è tornata e vuole le tue ossa!
Qualcuno,
forse un vecchio sparso
o l'ombra d'un corvo nero e luce,
canta un de profundiis alla finestra...
-de profundiis, Domine...-
Inutile.
Il seno suo, dolce incanto, ti bracca,
i suoi fianchi, curva dell'Oriente,
ti perseguitano
e ne senti i passi sulle spalle;
ti afferra ma non le basta più!
Ti scaraventa ancora nel limbo deserto
della via che s'estende nella sera,
ti atterra e vi perdete nella notte.
Cuore in gola, icasmi e sintomi da spasmo,
...mea valde pulchra est,
dolorosa e bramante, fuoco che spegne l'aria circostante,
è l'amore e tremi da vigliacco,
è uno sparo che poi svanisce
sullo sfondo di rami morti che cinguettano.
Ti divora l'eco delle cose che son state!
Pozzanghere dorate.
Gli asili restan chiusi,
torna subito il silenzio,
ti ha mollato ancora.
Corri ragazzo, non fermarti,
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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