Indefinito 2
Ho visto i demoni
là dove abitano,
in fondo ai tuoi occhi,
e loro hanno visto
la bestia che sta in me
e hanno scavato,
scavato,
scavato fino a bruciarmi le ossa,
stritolarmi le viscere,
scuotermi la carcassa,
addomesticando
quell’animale,
spegnendone l’alito
nero fuoco urlante.
Tu,
fortissimamente tu,
si muore facile con te,
tra le tue gambe,
lungo le tue braccia,
sul tuo seno,
si muore facile
sulla tua schiena
e in quell’unica curva
continua che disegnarono,
elegante,
spietata.
E la polvere vola,
vola e si posa.
E muta il velo blu,
in rosso, muta.
E abbraccerei quei demoni,
li abbraccerei fino a scorticarmi,
si muore facile senza te,
e li farei scavare,
scavare,
scavare fino a cavarmi il cuore,
cacciarmi gl’occhi dalla sede,
e abbraccerei quei demoni,
abbraccerei quei demoni.
Piove fuoco gelido
e ghiaccio
e tempeste di sabbia,
piovono angeli e maiali,
il grasso della vita cola dal mento,
esce dai pori,
suda dallo spazio tra le dita,
orbite di galassie lontane,
abbraccerei quei demoni,
lasciami abbracciare quei demoni.
©
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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