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Riflessioni 13 dicembre 2018 · lettura 1 min · 533 letture

Assolo d’inverno e castagne verdi

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Filippo Di Lella 40 poesie pubblicate
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Nel sole rosso sangue inginocchierei una lirica furente davanti ad un’ira sconvolta, danzante, inchiodata ad ali di cembalo. E tu sei sempre lì e io sempre qua, gl’imbecilli scrivono "alle porte dorate dei sogni..." Dove ho lasciato il mio bicchiere? Ebbene, lo confesso, sì, stonerei ogni la, ingarbuglierei tutti i do, le loro ottave, i mezzi toni. E tu resti lì e io sono sempre qua, gl’imbecilli implorano "mia signora dagl’occhi di sogni..." La mia lirica piangerebbe rosso sangue dalle dita, povertà e scarpe rotte canterebbe. Ma scarpe rotte non sa, la mia ira tace e il tramonto scivola via dagl’occhi. Una puttana batte i tacchi e se va. Fumo sui marciapiedi, i lampioni lamentano l’inizio turno. Il manto delle cose riverbera sul bar, i tombini, i preti, i bambini... Siamo bimbi persi in aule troppo, troppo grandi. Gli dèi hanno telefoni costosi e scarpe fiammanti. Gli dèi sanno, gli dèi hanno. Hanno. Ora, occhi- di- sogno, dove ho lasciato il mio bicchiere?
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L'autore
Filippo Di Lella

Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.

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