Delle ore
La sera,
la sera,
la sera s’abbandona
al laccio stanco della notte,
lacrime di pietra
dall’orizzonte,
l’orchestra suona di cattivi odori
dal fondo d’un caffè
stanco.
I fantasmi del giorno,
la notte,
cadono in un tipo di torpore,
fallimento,
ansia... C’era un pazzo
oggi,
una dea di sabbia
e un gatto giallo e tutti,
insieme,
andavano all’ultim’ora dell’estate
col far smargiasso,
l’autunno l’inghiotti’ tutti.
Solo il pazzo ritornò,
a pezzi.
In una busta.
E un vecchio mormorava
bestemmie sanguigne
nelle vuote ore della notte,
c’est la vie.
...
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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