Stupida violenza
Uno sparo a un vecchio barattolo
e via che ci si diverte col giocattolo;
dare voce alla pistola è il mestiere
di chi per spasso infrange il bicchiere.
Nati per stroncare esistenze integrali,
i gangster dan ragione ai vizi banali:
angeli col sangue insinuato nelle pieghe
della pelle e immischiati in mille beghe.
Dichiarazione di guerra alla giustizia
su marciapiedi zeppi di mestizia,
dove camminano pagliacci zoppi
e a invecchiar male sono in troppi.
Volano palloncini coperti di ruggine
a forma di verdesca o di muggine;
come le canne dei fucili addestrati,
dati spesso in mano agli sbarbati.
Stupida violenza, sì, ma è riduttivo:
quanti poliziotti sarebbero all'attivo
senza malvivenza sotto i lampioni
o acqua irrancidita dentro i saponi?
Nel fango cresce un vivace girasole;
per descriverlo si sprecano parole...
ma quando diverrà deriso e calpesto,
la sua dipartita avrà un che di funesto!
Si arano ancora i campi con obiettivi
di sviluppo sia per vigneti che per ulivi;
se cadono però in mani approfittatrici,
non sarà bene spegner le trebbiatrici?
Eppure sopravvive un bimbo vivace
in cui brilla l'onestà e la vergogna tace;
perché metter al mondo altri innocenti
in presenza di tanti spettacoli violenti?
Buchi nei contrabbassi e bar scassati,
mitra nei clubs più beceri e altolocati;
il birbone gioca la carta più drastica
cambiando ogni cosa in muta plastica.
E la conversione non sarà reversibile,
quando il quartiere diventerà invivibile...
niente più gerani o viole alle finestre
o posate d'oro per saporite minestre.
La vendetta si paga con quella moneta
che respinge soltanto chi fa l'asceta;
dal male non esiste sicura scappatoia:
non va mai in vacanza l'estremo boia.
©
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