Febbraio
Stefano Figoli
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E' scesa la nebbia stasera,
e tutto affonda
nel suo pallido abbraccio.
Evanescenti figure
come gelatinose visioni
si disperdono
su fratturati ciottoli
ed angusti passaggi.
Fuggevoli ombre
smarrite
tra flebili luci e languide voci
si muovono
come smisurate onde
su sconfinati oceani.
Non vi è vento questa sera,
non vi è alcun tormento di fronde
a baciare
gli alti alberi
ne' ad accarezzare
esitanti vette.
Tutto è immobile,
come questo mese,
ammutolito
in un angolo di vita,
sotto questo cielo
sbiadito
sopra
folti rami
inumiditi
da tamburellanti piogge.
Ritorno per la consueta strada
nell'immutabile speranza
di un bianco ritorno
di rapide rondini
sui delicati tramonti
di una fresca primavera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Figoli
Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta
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