Non ditele
Gesuino Curreli
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Sa l’occhio suo di cielo e di pasture,
e il gesto sa di grazia che si accende
come il cuore più fragile si arrende
a un altro cuore ricco di premure.
L’occhio dentro il confine che comprende
l’eloquio, a volte timido, garbato,
e il gesto naturale che contende
ogni eleganza a un fiore profumato.
Non ditele però ch’ io possa amarla,
il dire e il fare restino sospesi
come quando nel dubbio mi sorpresi
e però tacqui: non osai chiamarla.
Meglio le ingenue e innocue percezioni
che possono tradire quel che sono,
meglio l’empito a cui io m’abbandono
sognando versi pieni di emozioni.
Non ditele che mai nessun lamento
ebbi nel fare il verso ai sentimenti
nel campo di quegli occhi iridescenti
vasti come un ardente firmamento.
Parole a iosa, pause ed argomenti
nella quiete limpida, e la sera,
taciuta ogni risposta, che fremeva
ansiosa di svelare i propri intenti.
Non ditele neppure dei correi
amabili trasporti in cui s’intende
il complice silenzio che difende
la vasta intensità dei sogni miei.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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