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Riflessioni 14 febbraio 2017 · lettura 2 min · 986 letture

Jeronimus

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Andrea Sossi 54 poesie pubblicate
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Un coltello infilato da un maiale ammicca, mentre un demone dal naso a tromba ride, beffandosi di prelati disperati, inseguiti dal volgo, una torma d’infernali, capeggiata da un naso adunco, grida alle fiamme la disperazione dei primi, per trasgressione e peccato, lussuria e abominio. Un bipede monocolo dal becco a papera raccoglie, pesca pani e pesci colpevoli, inconsapevoli, ma distratti, un delirio tra lacrime e riso, di fiamme oscure, luminose come la notte nascosta dal giorno. E’ una visione, un sogno, reale per l’assurdità di casi e destini, mentre l’eremita contempla, una bolla, tonda che avvolge, la testa attonita d'un contadino pedante, come a racchiudere trasparenze, o pensieri intrisi d’inutile. Nell’angolo in una mano di dadi, su una botte lasciata dal vino vince la morte, e il cavaliere beffardo cala la carta, l’asso a mutar gioco e destino, brandendo un prosciutto, a minacciar un grottesco impaurito. L’occhio stravolto, e la bocca a gridare, muta, silenziata da un tappo, paura che spilla dalla ruga di uno sguardo obliquo, e corre su tre gambe deformi e palmate. Uomini e mostri, mostri di uomini grossi, rotondi nel tragico livore e oppressi, da macigni a piegar le schiene, sconfitti, nuotano nella polvere gialla, affogando talvolta o vivendo, appiattiti allo striscio, a farsi serpenti e soffocare, nel veleno mortale.
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L'autore
Andrea Sossi

Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.

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Commenti (1)

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Marinella Fois14 febbraio 2017

Una poesia che presenta diverse immagini, quasi una guerra! Il muso del maiale, il contadino, uomini e mostri, sono i protagonisti di questi versi. Metafora della vita?