Jeronimus
Un coltello infilato da un maiale
ammicca,
mentre un demone dal naso a tromba ride,
beffandosi di prelati disperati,
inseguiti dal volgo,
una torma d’infernali,
capeggiata da un naso adunco,
grida alle fiamme
la disperazione dei primi,
per trasgressione e peccato,
lussuria e abominio.
Un bipede monocolo dal becco a papera raccoglie,
pesca pani e pesci colpevoli,
inconsapevoli,
ma distratti,
un delirio tra lacrime e riso,
di fiamme oscure,
luminose come la notte
nascosta dal giorno.
E’ una visione,
un sogno,
reale per l’assurdità di casi e destini,
mentre l’eremita contempla,
una bolla,
tonda che avvolge,
la testa attonita d'un contadino pedante,
come a racchiudere trasparenze,
o pensieri intrisi d’inutile.
Nell’angolo in una mano di dadi,
su una botte lasciata dal vino
vince la morte,
e il cavaliere beffardo cala la carta,
l’asso a mutar gioco e destino,
brandendo un prosciutto,
a minacciar un grottesco impaurito.
L’occhio stravolto,
e la bocca a gridare,
muta,
silenziata da un tappo,
paura che spilla dalla ruga
di uno sguardo obliquo,
e corre su tre gambe
deformi e palmate.
Uomini e mostri,
mostri di uomini grossi,
rotondi nel tragico livore e oppressi,
da macigni a piegar le schiene,
sconfitti,
nuotano nella polvere gialla,
affogando talvolta o vivendo,
appiattiti allo striscio,
a farsi serpenti e soffocare,
nel veleno mortale.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marinella Fois14 febbraio 2017
Una poesia che presenta diverse immagini, quasi una guerra! Il muso del maiale, il contadino, uomini e mostri, sono i protagonisti di questi versi. Metafora della vita?
