Follie

Raccontaci o donna
di ogni tua storia,
tu che hai condiviso
in lungo e in largo il creato.
Troppe volte
per te dall'Asia, Africa
e fino alle lontane Americhe
è arrivata la vil mannaia,
a soffocare tal bellezza
di primavera in fiore.
Donna lapidata senza cuore
da leggi folli fallaci di ragione,
donna schiava ripudiata
o venduta ad altro padrone,
senza sentir la tua voce
o la tua vera ragione.
Relegata serva di un capitale
delinquente in quel bordello,
per arricchir il solito sfruttatore.
Ti ho vista sempre più sola
con quel burca in capo
a nasconderti dal bacio del sole,
fra le strade di un mondo
senza rispetto essere oggetto
di un gioco erotico,
o data in sposa bambina
senza quel minimo d'affetto.
Eri sempre tu,
fra quelle madri coraggio
subir il vile affronto
di perdere i figli e
gettata in quel mare profondo.
Arsa viva e annientata
o essere solo un giocattolo
e poi buttata in quell'ammasso,
stuprata in guerre d'odio
da un uomo vile e codardo,
sanguinario mostro, servo
di ideali folli in ogni tempo.
©
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