Nell'incanto dell'ipocrisia

Non v'è ritrosia ma simil certezza,
tanto delicato apparve quel tocco,
carezza la chiamasti nel mortal abbraccio,
ultimo tratto d'una storia senza aurora.
L'architettura del mondo immaginasti
dentro spighe cariche di caldo sole,
colorata del rossore di audaci papaveri
"amore" urlavi nell'incanto dell'ipocrisia.
A tutto t'aggrappasti, alla rugiada pianto della notte,
ai liberi tentacoli di un vento impavido,
alle ali delle parole di mille perdute sponde,
dolce inconsapevolezza armata di rosse rose.
Eppure tutto fu inutilmente vano e assurdo,
quale gloria scordata da discepoli reietti,
non fu carezza, ma un maledetto pugno,
disintegrò ogni cosa, gli inganni di un cuore acceso.
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L'autore
Tropicol
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