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Riflessioni 19 febbraio 2017 · lettura 1 min · 955 letture

L'essere poeta

Stefano Figoli 46 poesie pubblicate
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Ditemi... per quale Dio, sconnesso e caotico, per quale soldo dannato e corrotto, l'uomo incrina, fende, sgretola nel crepuscolo delle sue ripugnanti ore un suo smarrito e sperduto simile? Io che provengo da sogni lontani, da incroci di sguardi e turbinii di voci. Io che sono pensiero, imperfetto, sferzato da perentori venti e perenni naufragi dell'animo mio. Io che sono lupo, indovino, alleato e rivale, tempra e vigore amore e vita, farò i miei passi in un silenzio di attese, e farò sonante la mia voce affinché là, sopra l'umano dolore e l'ansimante superbia, ancora un ultimo poeta, possa ritrovarsi libero di vagare verso un domani di bianchi cristalli e di opulenti amori.
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L'autore
Stefano Figoli

Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta

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