Orgoglio civile
Dietro una lente,
distorto,
deformato da un filtro di cristallo,
mi lascio leggere da un brulichio egoista,
che azzanna,
arraffa,
affanna,
angoscia,
giù fino ad implodere di vuoto,
male innocente che esiste
nella sua limpida stupidità.
Osservo i movimenti di un acquario umano,
suoni che si annullano
nell'inconsistenza del loro senso,
voci mute che si rincorrono
a penare sul nulla,
eppure ansia che opprime,
in un’esistenza scandita da atomi virtuali.
Tappeti,
cuscini,
corpi,
e ancora cuscini e tappeti,
groviglio di tinte psichedeliche,
ipnosi che sorride alla nebbia,
fumo di fuochi speziati,
bruma notturna che porta
il sonno della ragione,
a generare mostri poco credibili.
Illusione che crede
alle maschere di un carnevale infinito,
negletto lo sforzo dell’enigma,
una civiltà che si adagia abdicando
a se stessa.
Non più la ricerca del nascosto,
ma la visibilità del superficiale,
canone e modello dell'esistenza inutile.
Ormai pulci di nani
sulle spalle di giganti,
viviamo esistenze oppiacee,
assopiti da banalità forzate
alla prima pagina,
Una gara di venditori di fumo,
a soffocare il futuro e i figli,
fino al riscatto delle scimmie,
alla vittoria dell'istinto
sulla mistificazione della ragione.
Spero ancora nel lavoro oscuro,
nel sudore che porta
al trionfo dell'intuizione,
solo accrescimento qualitativo
di una natura un tempo umana.
A proteggere qualcosa,
a conservarlo e farlo crescere,
e trasmetterlo come è stato ricevuto,
per farlo durare
e per un’ansa nello spazio
del tempo germogliare.
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L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli21 febbraio 2017
Una ribellione condivisa contro un vivere scialbo e negativo... un vivere che non conosce più sani ideali e preferisce nascondersi... una visibilità della superficialità che opprime...
