Amor rubato alla menzogna

Potevano i leggiadri suoni d'ispirati versi
fermar quel tempo vagabondo e traditore,
che scorreva tanto veloce per la restia mente
così legata ad attimi dal sapor terreno?
Poco era rimasto se non il fuoco dei ricordi,
ti riscaldavi ogni giorno finché sera non giungeva,
e tutto acquietava anche la passione non svenduta
per un piacere sottile come fili d'erba.
Eppure sì... avevi vissuto navigando nelle trasparenti acque
di quell'amor rubato alla menzogna e alla convenienza,
fosti te stesso in ogni battito di un cuore ribelle
opposto a tutto, ma non alla meraviglia del dolce sguardo.
Maledetto fu il destino che ammirato della luce del sorriso,
te la tolse in un tempo corto come la parola "morte";
provò con i ricordi, ma il cuore tuo impavido
fece da scudo a quella spada color oblio.
E ogni giorni scrivevi dolci versi
da recitar all'amor tuo in quella notte
che giunse prima della colorata sera;
non ci fu dolor ma solo grande certezza
della potenza di un sentimento caldo e mai piegato.
©
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L'autore
Tropicol
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