Il recto ed il verso
Gira la riga,
nera attorno a se stessa,
gira e rigira seguendo un’idea,
esplora fogli e spazi,
anfratti di tempo che rallentano
e ripartono,
a inseguire simboli e colori.
Superfici di una metafisica colorata,
macchie e tratti
di gradazioni trascendenti,
che giocano con la tua percezione,
la fisicità della tua mente che barcolla,
in bilico sulla pennellata più grande.
Non vedo l’ordito e la trama,
ma credo,
credo al colore che sento,
alle vibrazioni che attraverso nel sonno,
in questo sonno che viviamo
tracciando colori.
Qual è il tempo di un tratto di rosso?
Rincorri la superficie senza capire
la qualità,
eppure vivi e invecchi
attraverso tempi rubati,
come ladro inconsapevole ma colpevole.
Rido per chi mi può capire,
alla luce di una candela
che spezza tenebre
e stupidità,
rido e mi perdo
a cadere dal limite,
due colonne invalicabili che lasci
alle spalle,
con le paure e i loro mostri,
aggrappato alla vibrazione del colore,
alla qualità del tempo,
che scorre,
inversamente alla sabbia di una clessidra.
Verde e blu
intreccio di Scozia,
a scoprire il nascosto,
l’ombra accecante del sole,
che ti abbandona alla verità,
da molti creduta tale.
E guardo il tempo
incapace di ascoltarlo,
di sentirne la voce che grida
alla mia anima colori
e vibrazioni.
©
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L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
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