Il pianto del cuore

Ci vuole coraggio per vedere i giorni trasformati
in alberi taciturni che si rassegnano
alle impronte morte dei viaggi
mentre le macchie della terra non mi cancellano
neanche quando muoio e
mi lasciano diventare l'ombra sudata delle mie radici.
E, nell'avvenimento funebre delle primavere insanguinate,
io divento il colore spento di gelide stanze
mentre carezze vuote delineano
il pianto del cuore
non abituato ai rumori così atrocemente forzati.
E mi fermo ricoprendomi le ossa
con questa voce nostalgica che arriva fino al cielo
per migrare da questo freddo che si incolla,
prepotentemente, sull’anima.
Ma le prime stelle mi riflettono quaggiù
con questa morte naufraga negli occhi pieni d'amore.
E, mentre le mie mani non seppelliscono le parole abbandonate,
io mi vedo così perdutamente innamorata
della solitudine che porta il pianto del mio cuore.
Disegna i campi che solo io vedo e - senza di essi -
io non seppi mai vivere.
Tutto in me fu delirio di altre cose.
Tutto fu sempre così distante e l'alba fu solo
la solitudine del mio cuore che portò in sé
il pianto di un unico grande battito di vita.
©
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