Appunti di viaggio
Ghiaccio,
ruvido ghiaccio che taglia,
scivolo su piani inclinati,
incurante di un centro imprevedibile,
lento in accelerazione,
anima compressa al salto nel blu.
Scorrono volti su pareti deformi,
mostri che si sciolgono
al palmo della mano,
secco spaccarsi di lastre,
corro sulla venatura che fende,
divide il piano levigato della trasparenza,
e avanza nel rumore,
nel gemito della fusione.
Come in uno specchio,
gioca il rovescio di un dritto,
per una partita dai quattro piani,
sovrapposti,
incrociati e scomposti.
Tutto appare e insiste,
in un’ascesa al monte analogo,
tra le brume di un pellegrinaggio a Oriente,
lungo sentieri battuti dal vento,
e dallo Spirito che soffia,
attraverso la libertà
di uomini incatenati.
Una storia di salite e di curve,
sentieri tattili che seguono il profumo,
gli umori di un bosco bagnato,
lavato dalla pioggia che porta via,
pensieri,
solitudini e dolori.
Rido,
incespico e ruzzolo,
il naso infitto nel muschio,
cinque punte di stella spalmate
sul piano,
mi ritrovo e abbraccio la terra.
Alzo la testa
e spero nell’arcobaleno
di una lingua di ghiaccio baciata dal sole.
©
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L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
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