Vedrò
Gesuino Curreli
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Vedrò dopo le nuvole tempeste,
e dopo le tempeste ancora il sole,
ma non vedrò il ritorno delle fole
nei giorni destinati a amare feste.
Né più mi sovverrò dentro le aiuole
dei fiori sorridenti alla tua cura,
e dell’effluvio nuovo d’aria pura
che aveva il tuo respiro fra le viole.
Starò sopra l’ondivago sentiero
a cui mi spinge il tempo e mi comanda
nei docili pianori o al passo fiero
con cui, sfidando l’erta, affanna e sbanda.
Ma non avrò più l’estro del pensiero
che mi legava ai motti del piacere,
e mi spingeva a scrivere e a tacere,
a confessare il dubbio e dire il vero.
Bugiardo come vuole la poesia
se nasce da un amore che sconquassi,
come se al gioco cali un poker d’assi
e nella sfida batti chicchessia.
Così starò nel chiuso che mi avvince,
intento ad esplorare gli orizzonti
da cui trarre sostanza per racconti
di trasognati amori e di rinunce.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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