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Impressioni 6 marzo 2017 · lettura 1 min · 812 letture

Al termine della notte

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Pietro De Simone 31 poesie pubblicate
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Ormai già mi appari sbiadita cara vecchia ed inutile vita non te la senti più di volare come un falco che ha passato il suo mare. Eppure una volta amasti perfino il dolore accettasti le immense fatiche del cuore nella nebbia che acceca. Anche il tempo, tuo eterno nemico facesti tuo amico, per rincorrere dei sogni l’ingenuo stupore. Adesso non sei che un’abitudine attesa forse un lungo castigo un’amara sorpresa, a tratti sparisci nello spazio confuso o ti apparti con echi di voci quando si alza un lamento improvviso. Come donna, tu vita, d’amore impoverita senza nulla più dare su una strada battuta sei protesa a carpire l’eterno mutare.
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Sempre c'è in noi la sensazione di essere continuamente perseguitati da un’ombra opprimente: quella della morte; disfacimento fisico, come del resto morale, di un corpo che non sembra altro che il gracile guscio; è il guscio delle nostre paure, sempre pronto per essere sbriciolato e fatto a pezzi.

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L'autore
Pietro De Simone
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Commenti (1)

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A

Ho molto apprezzato, in questa poesia, il tono rassegnato, realistico, ma sostanzialmente sereno, con il quale il poeta dipinge l'età avanzata che, è inutile negarlo, lascia poco spazio ad ottimismi e ad illusioni. La poesia ha un andamento quasi più francese che italiano: a parte il titolo e la bella e rara foto del "Voyage" del dottor Destouches, forse nella sua prima traduzione in italiano, i temi della composizione poetica mi sembrano molto vicini a quelli che furono magistralmente cantati da Léo Ferré nella sua "Avec le temps", dedicata a quel tempo che, quando si accumula ormai troppo, ci impedisce perfino di amare.