Il Barbone
Ricche balere e ondate di fumo,
il sigaro che si spezza sulle labbra screziate
di vino rossastro e una crosta di pane
giornali sulle spalle e una panchina dove sognare.
Le suole slabbrate che baciano il cemento,
il suono dei passi si perde all’interno
di muti viali che si chiudono nel vuoto
le chiare incertezze che trovano un muro.
Oh cara, mia bella, un tempo io ero
ragazzo attraente, dai modi garbati
ma un giorno il destino, girando lo sguardo
decise di rompere quel patto siglato.
Trascino i miei passi lungo viali alberati
le vecchie si girano, trattengono i fiati,
il giaccone di pecora sopra le spalle
mi copre l’inverno, mi uccide l’estate.
Ricche balere e spirali di fumo,
i baci rubati per sesso comprato
dalle sorelle che luccicano sotto le stelle,
le foglie bagnate decorano il pantalone,
questa è la vita di un povero barbone.
©
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L'autore
Nicola Morandi
Nato a Trento il 13 febbraio di 27 anni fa, diploma artistico alle spalle e laurea in lettere moderne e filosia (tesi su Jack Kerouac) ancora da digerire, si innamora della poesia alle superiori quando, la prof. d'Italiano presenta alle sue orecchie ancora orfane di parole che sappiano descrivere il mondo intero il dec
Commenti (1)
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Giovanni Monopoli26 ottobre 2007
una poesia molto vera che sa affrontare con sincerità un problema che ogni giorno diventa sempre più evidente e reale
