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Riflessioni 9 marzo 2017 · lettura 1 min · 610 letture

La mia modernità

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Filippo Di Lella 40 poesie pubblicate
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L'arpa del destino suonò con fare errante la campana verderame della sera. Subito ne discesero schiere, nere, rosse e verdi. La fretta, l'accapo e le fiere ne disegnarono i rintocchi. Figli dello stesso nulla. Affatto persuasi dell'operare schietto. L'arpa intonò, allora, il bel canto e la primavera. Si levarono di scatto i ratti, le bisce e strisciò il sospetto. Figlio della notte figlio' a sua volta. Progenie maledetta e discariche abusive. L'arpa smise il suo bel canto, la campana il suo suonare, i rintocchi di tenebra esitarono e le ombre smisero di mareggiare. Il volo dei nostri sogni s'arrestò, il vento, il vento, il vento... Figli dello stesso nulla. Affatto persuasi del suo operare distante! T'amo e t'amai tu e la tua corsa costante.
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L'autore
Filippo Di Lella

Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.

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Commenti (1)

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carla vercelli10 marzo 2017

Involuzione di una certa qual modernità, anche personale, che si tramuta da progresso a nichilismo e corsa contro il tempo. Un mondo che da schietto e lento diventa figlio del sospetto e caotico. A parte il contenuto, molto bella l'esposizione, anche dal punto di vista visivo, in un crescendo di suspence che interessa e coinvolge il lettore. Molto piaciuta ed apprezzata!