Quando mi tolsero il velo sugli occhi

E vissi all'ombra di un misterioso inverno
mescolato a sorrisi unici
appesi al cuore. Forse io stessa fui un mistero
come le parole scritte sui fogli
che odoravano di veggenze.
E ci fu la lettera che più di tutte
profumava di fiori, di preghiere e didolore.
Domani, forse, ve la leggerò
E capirete perché ormai sono una forma di vita conclusa.
Quando mi tolsero il velo dagli occhi
trovarono tutte le parole inzuppate di pianto
e lo sguardo come se fosse a lutto.
Sentirono il respiro lento abbandonarsi
nei fiumi diversi, videro crescere una sembianza vuota
nella velocità di quelle ore nuove,
senza più memorie da inghiottire.
Sentirono i miei ultimi sussurri
nella penna che scrisse- ancora- e poi tacqui di colpo
senza più dire parola.
Nessuno capì che quella non fu mai poesia.
Era l'energia delle cose
quando mi facevo muta e me ne andavo assente
nell'unica voce che non mi faceva morire.
Ma poi di me rimase a parlare solo la lettera che più di tutte
profumava di fiori, di preghiere e di dolore.
Domani, forse, ve la leggerò.
E capirete perché quando mi tolsero il velo dagli occhi,
io rimarcai -prima di morire- la sua immagine.
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