Come in vita cosÌ in morte
Andrea Vivapenna
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Chi sa da quali forze,
primigenie o sempiterne...
per quale ragione,
qui fui condotto, a finger
d’un solo e pover animo l’esilio.
«Dubitar del dubbio stesso;
mirare oltre il guardo»,
questo in me ripeto
nel vuoto che trascende
la comprensione, allora ch’essa vige,
e fugge, e i giorni ridonda,
ed altro nel cospetto, pur non trova.
Dubbioso dunque attendo
al passar di questa vita;
senza suffragio,
né diletto,
da lunge aspetto,
e un quesito mi giugne:
mancherò in tal cospetto?
Procrastinato sarò? Trasalisco
al balenar del sospetto, di là
d’ogni mondanità, e d’ogni aldilà.
©
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