Appello al cuore
Andrea Vivapenna
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Stringiamoci, ascolta.
Concedimi sempre
d’esserti accanto,
com’io sempre desidero
averti a fianco.
Cogli ora queste parole,
adesso o mai più:
niente sarà insanabile,
se congiunti vivremo ogni dì.
Lascia ch’io consenta
il tuo sentimento,
sì che possa gioir
della tua gioia, e splendere
per prolungarla. Mostrami
il tuo dolore,
sì che possa soffrir, e ridondar
per non farti languir.
Gradirei mi chiedessi, donandomi
la tua interezza,
le stesse cose. Vorrei
altresì tollerar l’intollerabile,
se ben mai occorra
sopportar: puramente
mi vuole il caso,
disposto ad amar quelle
che consideri mancanze.
Guardami, guarda il cor
parlare; sai cosa sento:
dirlo potrei innumerevoli volte,
ma la voce non val quanto dato
dall’assidua presenza. Qui sono
e qui sarò finché vorrai. Confido
nel nostro presente.
Se un dì te ne andrai, ovunque
ti seguirò, e per tempo varcherò
laghi e prati, colli e fiumi,
mari e cieli; quest’anima,
pria d’un sospiro,
ancora a noi
mi condurrà; ma se andrai via, fingendo
di non aver veduto
mai gli occhi miei
guardar nei tuoi...
oh, a retro, rivarcar
quei luoghi non potrò:
smarrito sarò, cercando
ciò che in vano avrò voluto,
e che non troverò in quell’empio sdegno;
nella melanconia
che troppe lacrime ha
per gli addii; in questa,
e in qualsivoglia imaginabil vita.
©
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