Rudere

Ci sono storie
che narrano di vita,
non solo di parola
basta quell'immagine
di ruderi semi- diroccati,
a mostrarci il tempo
che passa inesorabile
e l'incuria che li lascia marcire.
Quanto abbandono
nel tempo dello sperpero,
oggi si brucia tutto
non si conserva quasi niente
nemmeno la memoria,
consumare terreno e natura
e impiastrarla di cemento
senza contegno e senso di parsimonia,
e di recuperare il vecchio casolare
non frulla più per la testa.
Al massimo si recupera
solo la bellavista,
poi una bella scrollata,
una corposa spianata,
e si riparte dalle fondamenta
con questo nuovo
che non aspetta tempo,
son le regole del consumismo:
tanto e subito.
Quanti ricordi e quanta vita
ha convissuto fra quelle mura,
gioie e dolori di famiglie
che avevano meno fronzoli,
tutti attenti all'essenziale
e i bisogni erano primari,
non si andava oltre nell'idee
e la felicità un'altra logica
baciati dal sole e dalla fatica.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Donato Leo2 aprile 2017
I ruderi di cui parla l'autore, hanno fatto la storia della nostra Italia. Quanti bambini sono nati in quelle mura, oggi in uno stato d'abbandono. Quando mi trovo a transitare per le strade di campagna e noto questo sfacelo, m'assale la tristezza, eppure è un grande patrimonio che dovrebbe essere conservato.
