Ti chiamerò
Gesuino Curreli
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Ti chiamerò col nome di un uccello,
oppure ti dirò che sei “cerbiatta”,
nel ripercorrere una vita piatta
cui rimane la rima ed il pennello.
Mi inventerò così una compagnia
per le serate lunghe in cui combatto
con la mia solitudine e, distratto,
mi trovo ad abbracciare la poesia.
Non eri forse tu la mia malia,
quella a cui dedicavo rime e fiori
per essere elegante anche di fuori,
con gesti di spontanea cortesia?
E ti dirò magari: “sei carogna”,
come facevo al solito se uscivi
col rosso sulle labbra, ed esibivi
un profumo di menta e di cotogna.
Sarai silvestre canto o sospettoso
animale che fugge e non si arresta
nell’ intrigo di macchia e di foresta
quando ti avrò, guardandomi a ritroso.
Ma chi mi darà mai quel vago senso
di stordimento se ci si innamora?
Chi sarà l'altro cielo che mi irrora
di luce quando il buio si fa intenso?
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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