Lascia che io vada
Lascia che la mia mente percorra
la tangente che porta verso l’oblio,
non c’è soluzione che aborra
non voglio incontrare alcun Dio.
Sulle ali pezzate della filosofia
ho già scorto certezze evaporate in fetore
mentre cercavo di aprire con le mani
dall’interno il perché delle cose.
Sulle ali legati a catene della giustizia
ho trovato bambini ammazzati e donne violentate
aguzzini che sputano in faccia alla gente che si strazia
anche queste false promesse con fetore se ne sono volate.
Sulle ali invisibili della religione
ho già visto quello che … il seme è perduto
l’agnello che mangia il leone
questa è la fonte alla quale io sempre ho bevuto.
Lascia allora che la mia mente percorra
la tangente che porta verso l’oblio,
sicuramente ovunque io corra
è inutile che cerchi qualcosa di Mio.
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L'autore
Nicola Morandi
Nato a Trento il 13 febbraio di 27 anni fa, diploma artistico alle spalle e laurea in lettere moderne e filosia (tesi su Jack Kerouac) ancora da digerire, si innamora della poesia alle superiori quando, la prof. d'Italiano presenta alle sue orecchie ancora orfane di parole che sappiano descrivere il mondo intero il dec
Commenti (1)
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Zima28 ottobre 2007
una poesia che ci lascia a pensare e che ricorda un po' la canzone di de gregori... mi è piaciuta, anche se qualche verso andrebbe un po' limato...
