Io e te, distici in gioco
Avremmo potuto essere solo due righe
versi che andavano accapo senza sfiorarsi
in un giornale di periferia fra spighe
aperte in chicchi a un ritmo solo, a diramarsi.
Guardarsi senza preoccuparsi o ribellarsi
in catarsi senza annoiarsi
lavarsi da un lungo sonno, aggrapparsi,
scuotersi e lenirsi senza mai distrarsi
io destrorsa tu a sinistra
scomporsi, imitarsi
numeri dispari a disfarsi
poi fermarsi a un verso solo per amarsi.
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