Ieri. (Ascoltando Yesterday - violino David Garrett)
Gesuino Curreli
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Parrebbe solo ieri, ma è lontano,
e quanto non saprei, tanto è confuso
lo sguardo volto all’empito profuso
perché stringessi al petto la tua mano.
“Ieri” tradotto in note per cantare
l’arcobaleno e i mille pentimenti
di quanto avrei voluto negli intenti
caduti come stelle dentro il mare.
“Ieri” vestito a zampa d’elefante,
nelle attese chissà di quali glorie,
“Ieri” ch’è capofila di memorie,
nel vissuto riemerso in ogni istante.
“Ieri” la gioia, tu, le tue canzoni,
oggi la nostalgia che cresce e chiama
a riesumare il pianto, e poi ricama
sul capo chino tue benedizioni.
Nelle vergini aurore di quegli anni
ringhiavano chitarre, e i pugni chiusi
spandevano nell'aria alti proclami.
Ma noi, in disparte, ad altri cori adusi
rompevamo il silenzio e le catene,
consenzienti negli intimi sussurri,
come amore comanda, e ai cieli azzurri
dedicavamo nuove cantilene.
"Ieri" non é più, e nella mia via
rimane, forte, l'eco dolceamara
di un tratto breve fatto in compagnia,
poi la stagione fu cocente e avara.
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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