Sirena
Desta,
forse son desta
e libero è il mio canto solitario
nella notte velata
di seta
Seduta su uno scoglio
guardo assorta
la luna
Sensuale
sparge
gocce di cristallo
come fossero petali profumati
di rose selvatiche
Mi specchio nelle acque verdi
e contemplo
la voce del silenzio
Gli occhi miei
di perla
lucidi
brillano al riflesso
dell'orsa maggiore
Il Carro
è carico di stelle
Profano è il cielo
mentre le mie sembianze
si offuscano
con le squame di una coda
che dipinge
scìe d'argento
sul mare
Mi tuffo nel letto marino
e fra le stelle spugnose
e i coralli preziosi
sono gemma
Spicchi di luce
incantano
Desta
Or son desta
e non mi voglio svegliare
Fra le mani una piccola conchiglia
e dentro un magico sogno
©
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Commenti (1)
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M
Matteo Uliana31 ottobre 2007
Delicatezza, innocenza e sensualità si mescolano intimamente in questa poesia bellissima e suggestiva, dando vita ad un forte coinvolgimento del lettore.