Buco nero
Elena Poldan
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perfora i pensieri
questa notte d'ovatta
mentre mi perdo
in gironi di cemento
concentrici giri
verso l'annichilimento
dov'ero chi ero
d'un tratto un'altra
triste sconfitta compagna
che rimpiange se stessa
prigioniera occulta
che si sgretola
in mille detriti
amplificati echi d'intruse paure
"forse" lunari
s'infittisce di nebbia
la triste gabbia
e non scorgo più luci né speranza
sola
m'adagio sulla malinconia un po' amara
che oscura i giorni
dilata le notti
tira pugni
e stringe il collo
mentre assaporo
il lento tracollo
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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